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Nel pomeriggio
di lunedì 2 maggio si è
tenuto in Vaticano il primo “blog meeting”, un incontro convocato dai
Pontifici Consigli per la Cultura e per le Comunicazioni Sociali che ha
richiamato 150 blogger da diverse nazioni del mondo a confrontarsi sul
rapporto tra i nuovi media e la Chiesa istituzionale.
Ecco ciò che
abbiamo raccolto.
Il programma
prevede una prima sessione
nella quale sono invitati a parlare blogger di diverse provenienze:
Andrés Beltramo (giornalista cattolico, Messico), Elizabeth Scalia
(giornalista cattolica, USA), Mattia Marasco (esperto di blog, Italia),
P. Roderick Vonhögen (sacerdote diocesano, Olanda) e François
Jeanne-Beylot (imprenditore nel campo dell’informatica, Francia). Modera
Rocco Palmo (blogger cattolico, USA), autore del famoso blog cattolico
Whispers in the Loggia.
Nella
seconda sessione è previsto
l’intervento di
rappresentanti della comunicazione istituzionale della
Chiesa: Padre Federico Lombardi (direttore della Sala Stampa della Santa
Sede), Padre Lucio Ruiz (responsabile dei servizi informatici della
Santa Sede), Thaddeus Jones (coordinatore servizi telecast del
Pontificio Consiglio delle Comunicazioni), Eva Janosikova (responsabile
del settore Social Network della prossima Giornata Mondiale della
Gioventù di Madrid) e Padre Marco Sanavio (coordinatore del sito
giovani.org). Modera P. Antonio Spadaro,
Rettore della Comunità de La Civiltà Cattolica, Professore presso la
Pontificia Università Gregoriana e autore del blog “Cyberteologia,
l’intelligenza della fede al tempo della Rete”.
Come più volte ribadito dagli organizzatori,
l’invito non era ristretto ai soli blogger di area cattolica. Infatti la
composizione della platea è eterogenea: si riconoscono volti noti del
giornalismo e blogger famosi accanto a parroci di piccole realtà. E’
palpabile l’atmosfera di curiosità, cordialità e informalità. Molti
blogger sono entusiasti di poter conoscere di persona i loro “colleghi”
preferiti.
Un tratto comune a tutti è la grande familiarità con
le tecnologie, come ha annotato “Il sismografo”: “Sui tavoli decine e decine di computer, telefonini supertecnologici,
camere per riprese di ogni tipo, macchine fotografiche digitali di tutte
le generazioni, Ipad e altro. Un vero trionfo della tecnologia
avanzata.”
Agli
organizzatori sono pervenute 700 domande ed è stata necessaria una
selezione per ridurre il numero ai 150 posti consentiti dalla sala. Il
moderatore del primo panel, lo statunitense Rocco Palmo, riflette: “per
ognuno di voi seduto in questa sala ci sono sei persone che sono rimaste
a casa”. Ed infatti, durante l’incontro, i blogger continueranno a
digitare sulle loro tastiere, scambiandosi idee e aggiornando in tempo
reale la blogosfera.
Le ragioni di un evento
Nel discorso
di apertura Mons.Celli,
Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali,
esprime l’intenzione di “pervenire ad una più ampia ed
approfondita conoscenza tra di noi”, di “dialogare” e di “costruire,
incrementare e favorire una relazione, pervenendo ad una qualche
familiarità”. (qui
l’intervento integrale di Mons.Celli).
A chi si chiedeva quale fosse il focus dell’incontro
Padre Antonio Spadaro risponde: “Promuovere in Vaticano un meeting
per autori di un genere confuso (secondo la definizione del sociologo
Clifford Geertz) è per mettere in moto delusioni (perché no?), desideri,
aspettative. Un focus attorno a cui sintetizzare il meeting non c’è. C’è
volontà di collaborazione, ascolto. Sembra quasi che per la Chiesa i
blog siano solo mezzi di trasmissione di contenuti. Se questo evento è
stato creato è perché la Chiesa ha bisogno di ascoltare cosa dicono gli
uomini. Gli uomini sono esseri parlanti e la Chiesa vuole sapere cosa
dicono”. E ancora: “uno degli obiettivi di oggi è incrementare la
familiarità tra il Vaticano come realtà istituzionale e la blogosfera”.
I temi chiave del dibattito
In un
intervento notevole per ispirazione e chiarezza (qui in versione
integrale in italiano e inglese)
Elizabeth Scalia tocca alcuni
punti chiave, che ricorreranno nel corso pomeriggio:
·
La lungimiranza e
l’apertura del Santo Padre all’uso dei mezzi di comunicazione sociale.
Tema ripreso anche da
Padre Lombardi, che cita
esempi concreti a dimostrazione dell’apertura del Santo Padre verso le
nuove tecnologie.
·
L’opportunità offerta da tali mezzi per evangelizzare e per essere “
fonte di chiarezza cattolica in un mondo molto rumoroso, confuso e
diviso”.
Andrés Beltramo
spiega di avere iniziato a tenere un blog per poter avere maggiore
libertà di espressione rispetto a quella che gli è consentita nel suo
lavoro di giornalista,
François Jeanne-Beylot
sprona i blogger: “possiamo usare i nostri blog o la stampa
partecipativa per far sentire la nostra voce”
e ancora: “vorrei che ci si federasse di più . E’ vero che i
nostri blog ci offrono una visibilità, ma è una visibilità modesta”.
Ricorre in più interventi il tema della responsabilità del
servizio alla Verità, del desiderio di rettificare le distorsioni
operate dai mainstream media
alle notizie sulla Chiesa Cattolica; da
più speaker viene citato l’esempio della polemica sorta in seguito
all’anticipazione di stralci del libro “Luce del mondo”.
Nei giorni successivi all’evento si scatenerà
un’accesa polemica attorno a questo tema. I commentatori cattolici hanno
sottolineato il focus su internet come strumento di evangelizzazione;
quelli non cattolici l’hanno ritenuto retrogrado e contrario agli
intenti degli organizzatori.
Probabilmente è più equilibrato dire che una risposta univoca non c’è.
Tutto dipende da come l’autore e il lettore intendono usare internet.
Come qualsiasi altro mezzo di comunicazione internet può essere usato in
modi diversi. I contenuti della rete sono generati da esseri umani, ed è
inevitabile che ne riflettano la multiformità delle opinioni e degli
intenti.
·
Altro punto affrontato da Elizabeth
Scalia è la tentazione offerta da
questi mezzi all’ego e la conseguente
necessità di esercitare la carità
cristiana anche nello scrivere un blog. Elizabeth Scalia richiama
l’attenzione sul rischio che il
blog diventi una camera di risonanza nella quale poche voci si
alimentano a vicenda fino a convincersi che tutto il mondo la pensi come
loro, formando fazioni opposte e tra loro ostili. “Su internet
succede una cosa molto comune: l’involontario e paradossale rinchiudersi
dei nostri cuori e delle nostre menti “tra quattro mura” nel contesto di
un mezzo così vasto”. Lancia quindi un appello affinché la chiarezza non sia disgiunta dalla
carità.
Posizione opposta quella di
François Jeanne-Beylot,
secondo il quale
lo strumento del blog costringe chi scrive ad essere vero, nel
senso che “se voglio essere letto devo sforzarmi di non essere stupido,
devo almeno far finta di essere intelligente e questo mi spinge a dire
la verità”. A chi dalla platea fa notare la contraddizione con quanto
prima detto dalla Scalia,
François Jeanne-Beylot replica che il narcisismo è una delle tre molle
fondamentali che spingono qualcuno ad aprire un blog (le altre due sono
ragioni ideologiche o commerciali) e anche
Padre Spadaro nella
seconda sessione sosterrà l’idea che l’autocompiacimento sia molla
ineliminabile nel blogger.
Mattia Marasco allarga la
panoramica fuori dal contesto strettamente cattolico: “nel blog io sono
me stesso, non devo necessariamente essere vero” e “blogger può essere
anche un ragazzino di dodici anni che scrive cosa ha fatto ieri”. “Uno
dei punti di forza dei blog è stato quello di introdurre un fattore
umano in un mezzo che di per sé è neutro (internet), la sua capacità di
raccontare, di condividere, di essere un mezzo narrativo, quasi emotivo.
La prima vittoria dei blog è stata quella di introdurre/sdoganare il
concetto di partecipazione dell’individuo”.
Sul tema dell’ego ritorna anche
Padre Lombardi nella
seconda sessione: “io vivo sulla parola servizio. Io sono nemico
totale dell’ego, mi ritengo un servitore a tempo pieno, senza riserve.
Io vivo nella comunicazione la dimensione del servizio a colui che è mio
interlocutore , la dimensione della responsabilità. Vi propongo questo
per la vostra riflessione personale: quanto c’è nel vostro lavoro di
dinamica tra l’ego e la Chiesa?”
Nel suo intervento
Padre Lombardi spiega
anche
perché i blogger siano
importanti per la Chiesa e la società. In primo luogo, perché
esprimono l’opinione pubblica dei fedeli in senso alla Chiesa e quindi
concretizzano l’auspicio del documento conciliare
Inter mirifica e più ancora dell’istruzione
Communio et Progressio secondo
i quali il magistero deve colloquiare con tale opinione pubblica. In
secondo luogo, per la loro caratteristica di interattività, che permette
di raccogliere il feedback delle notizie che altrimenti procederebbero
solo dal centro verso la periferia. Cita ad esempio quanto sia per lui
prezioso ricevere ogni mattina un “resoconto” di ciò che si muove nel
mondo dei blog (qui
l’intervento integrale di Padre Lombardi).
I canali
istituzionali della Chiesa
Sono seguiti
interventi di carattere tecnico, volti ad illustrare i progetti in corso
da parte della Chiesa istituzionale.
Di
particolare interesse il prossimo accorpamento dei media cattolici in un
unico portale news.va, il
progetto di rifacimento del sito ufficiale della Santa Sede
vatican.va e la prospettata
creazione di domini “.va” per i vari dicasteri.
Da
sottolineare l’illuminante spiegazione di
Padre Lucio Ruiz sul ruolo
del sito vatican.va. “Il ministero del Santo Padre non è quello
di evangelizzare personalmente. Se lo fosse, potrebbero godere di questa
cosa solo le persone che lo frequentano e lo incontrano a tu per tu. Il
Papa invece è pastore universale in tutte le ore, lingue, continenti.
Passando dalla realtà alla virtualità dobbiamo fare che il Papa sia Papa
per tutti. Il nostro motto è essere le gambe, braccia, bocca digitali
del Papa perché lui possa arrivare fino agli estremi confini della
terra. Il ministero di andare ad incontrare i fedeli personalmente
spetta ai vescovi e ai sacerdoti”. “Quindi a chi ci chiede perché non ci
siano una casella email del Papa o un blog del Papa rispondo che non è
un problema tecnologico o organizzativo ma è una scelta con un preciso
senso teologico. Se avessimo una casella email del Papa, una chat line
del Papa, … impoveriremmo il ministero petrino perché il Papa potrebbe
rispondere solo a qualcuno o solo a qualche argomento. Il Papa deve
essere presente nella realtà virtuale, ma rispettando il proprio
ministero”.
I prossimi
passi
Al termine dell’incontro qualcuno si è chiesto
“quando sarà il prossimo meeting?”. Era condivisa da più parti la
sensazione che mancasse un focus. Durante l’incontro un giornalista
postava il tweet: “devo scrivere pezzo
per domani: non so trovare il centro di questo meeting” e
Costanza Miriano, dopo l’incontro: “Mi è sembrato che si parlasse senza
cogliere il centro. Comunicare cosa. D’altra parte, a un convegno sulla
comunicazione si parla di come comunicare, non di cosa”.
Come sintetizzato da Padre Spadaro in un’intervista
(testo integrale
qui) a valle dell’incontro: “Non ci sono impegni fissi
per il futuro. Il meeting non si è concluso con appuntamenti precisi. Ma
è chiaro che proprio la mancanza d’impegni definiti sta mobilitando la
fantasia e sta creando in Rete un pullulare d’idee e progetti”.
Alcune interviste a
valle dell’incontro
P. Antonio Spadaro
Mons. Claudio Maria Celli
Card. Gianfranco Ravasi e Richard Rouse
Alcune
sintesi dell’incontro:
di
Giovanni Marcotullio – La Porzione
di Stefano Epifani
de Il Sismografo –
Parte 1,
Parte 2
in inglese:
di Anna Arco – Catholic Herald
di Sr. Catherine
Wybourne
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