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Vita della Chiesa
 Speciale "Vatican BLOG Meeting"



Indetto in Vaticano il primo incontro con i bloggers
Il 5 aprile 2011 è stata diramata dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali una nota di convocazione a partecipare al primo meeting dei "bloggers" (coloro che utilizzano internet per pubblicare notizie sotto forma di diario cronologico).

Si tratta di un evento, primo nel suo genere, organizzato dai Pontifici Consigli della Cultura e delle Comunicazioni Sociali, che ha come obiettivo quello di permettere un dialogo tra coloro che gestiscono un “blog” su internet e rappresentanti della Chiesa. ( qui l’annuncio ufficiale dell’evento)

Da un lato gli organizzatori intendono presentare alcune delle iniziative che la Chiesa sta attivando per il mondo dei nuovi mezzi di comunicazione, dall’altro intendono ricevere dai partecipanti i loro commenti e conoscere più da vicino il mondo di chi usa internet per comunicare.

In un’intervista a Radio Vaticana il responsabile del Dipartimento "Comunicazione e linguaggi" del dicastero della Cultura e ideatore del meeting, dott. Richard Rouse, ha detto: "Oggi, i bloggers sono una categoria importante e facciamo, dunque, un raduno con i bloggers. Qual è lo scopo? Lo scopo è di andare incontro ai bloggers – cattolici e non - per stabilire un dialogo che vada in entrambe le direzioni." (intervista completa qui)

Tra i partecipanti figureranno il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, S.E. Mons. Claudio Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, e Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede e della Radio Vaticana.

Un aspetto importante dell’incontro sarà quello di offrire l’opportunità di nuovi contatti, di scambi informali tra i partecipanti e di aprire nuove piste di interazione.

Dopo una settimana di selezione è stata pubblicata la lista dei 150 siti ammessi a partecipare all’incontro. Il criterio adottato è stato quello di "offrire, nella misura del possibile, un ampio quadro rappresentativo della blogosfera, selezionando le domande secondo criteri linguistici e geografici, la tipologia del blog (istituzionale, privato, multiautore o personale) e le tematiche trattate".

Anche il sito del Santuario della Divina Maternità è nei nomi selezionati tra le 750 domande pervenute da tutto il mondo. La lista completa dei partecipanti (visibile qui) comprende vaticanisti noti, accanto a laici, educatori, religiosi e sacerdoti di diverse lingue e nazioni.


La nostra cronaca del meeting

Nel pomeriggio di lunedì 2 maggio si è tenuto in Vaticano il primo “blog meeting”, un incontro convocato dai Pontifici Consigli per la Cultura e per le Comunicazioni Sociali che ha richiamato 150 blogger da diverse nazioni del mondo a confrontarsi sul rapporto tra i nuovi media e la Chiesa istituzionale.

Ecco ciò che abbiamo raccolto.

 

Il programma prevede una prima sessione nella quale sono invitati a parlare blogger di diverse provenienze: Andrés Beltramo (giornalista cattolico, Messico), Elizabeth Scalia (giornalista cattolica, USA), Mattia Marasco (esperto di blog, Italia), P. Roderick Vonhögen (sacerdote diocesano, Olanda) e François Jeanne-Beylot (imprenditore nel campo dell’informatica, Francia). Modera Rocco Palmo (blogger cattolico, USA), autore del famoso blog cattolico Whispers in the Loggia.

Nella seconda sessione è previsto l’intervento di rappresentanti della comunicazione istituzionale della Chiesa: Padre Federico Lombardi (direttore della Sala Stampa della Santa Sede), Padre Lucio Ruiz (responsabile dei servizi informatici della Santa Sede), Thaddeus Jones (coordinatore servizi telecast del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni), Eva Janosikova (responsabile del settore Social Network della prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid) e Padre Marco Sanavio (coordinatore del sito giovani.org). Modera P. Antonio Spadaro, Rettore della Comunità de La Civiltà Cattolica, Professore presso la Pontificia Università Gregoriana e autore del blog “Cyberteologia, l’intelligenza della fede al tempo della Rete”.

 

Come più volte ribadito dagli organizzatori, l’invito non era ristretto ai soli blogger di area cattolica. Infatti la composizione della platea è eterogenea: si riconoscono volti noti del giornalismo e blogger famosi accanto a parroci di piccole realtà. E’ palpabile l’atmosfera di curiosità, cordialità e informalità. Molti blogger sono entusiasti di poter conoscere di persona i loro “colleghi” preferiti.

Un tratto comune a tutti è la grande familiarità con le tecnologie, come ha annotato “Il sismografo”: “Sui tavoli decine e decine di computer, telefonini supertecnologici, camere per riprese di ogni tipo, macchine fotografiche digitali di tutte le generazioni, Ipad e altro. Un vero trionfo della tecnologia avanzata.”

Agli organizzatori sono pervenute 700 domande ed è stata necessaria una selezione per ridurre il numero ai 150 posti consentiti dalla sala. Il moderatore del primo panel, lo statunitense Rocco Palmo, riflette: “per ognuno di voi seduto in questa sala ci sono sei persone che sono rimaste a casa”. Ed infatti, durante l’incontro, i blogger continueranno a digitare sulle loro tastiere, scambiandosi idee e aggiornando in tempo reale la blogosfera.

 

Le ragioni di un evento

 

Nel discorso di apertura Mons.Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, esprime l’intenzione di “pervenire ad una più ampia ed approfondita conoscenza tra di noi”, di “dialogare” e di “costruire, incrementare e favorire una relazione, pervenendo ad una qualche familiarità”. (qui l’intervento integrale di Mons.Celli).

A chi si chiedeva quale fosse il focus dell’incontro Padre Antonio Spadaro risponde: “Promuovere in Vaticano un meeting per autori di un genere confuso (secondo la definizione del sociologo Clifford Geertz) è per mettere in moto delusioni (perché no?), desideri, aspettative. Un focus attorno a cui sintetizzare il meeting non c’è. C’è volontà di collaborazione, ascolto. Sembra quasi che per la Chiesa i blog siano solo mezzi di trasmissione di contenuti. Se questo evento è stato creato è perché la Chiesa ha bisogno di ascoltare cosa dicono gli uomini. Gli uomini sono esseri parlanti e la Chiesa vuole sapere cosa dicono”. E ancora: “uno degli obiettivi di oggi è incrementare la familiarità tra il Vaticano come realtà istituzionale e la blogosfera”.

 

I temi chiave del dibattito

 

In un intervento notevole per ispirazione e chiarezza (qui in versione integrale in italiano e inglese) Elizabeth Scalia tocca alcuni punti chiave, che ricorreranno nel corso pomeriggio:

 

·         La lungimiranza e l’apertura del Santo Padre all’uso dei mezzi di comunicazione sociale.
Tema ripreso anche da Padre Lombardi, che cita esempi concreti a dimostrazione dell’apertura del Santo Padre verso le nuove tecnologie.

·         L’opportunità offerta da tali mezzi per evangelizzare e per essere “ fonte di chiarezza cattolica in un mondo molto rumoroso, confuso e diviso”. Andrés Beltramo spiega di avere iniziato a tenere un blog per poter avere maggiore libertà di espressione rispetto a quella che gli è consentita nel suo lavoro di giornalista, François Jeanne-Beylot sprona i blogger: “possiamo usare i nostri blog o la stampa partecipativa per far sentire la nostra voce” e ancora: “vorrei che ci si federasse di più . E’ vero che i nostri blog ci offrono una visibilità, ma è una visibilità modesta”.
Ricorre in più interventi il tema della
responsabilità del servizio alla Verità, del desiderio di rettificare le distorsioni operate dai mainstream media alle notizie sulla Chiesa Cattolica; da più speaker viene citato l’esempio della polemica sorta in seguito all’anticipazione di stralci del libro “Luce del mondo”.

Nei giorni successivi all’evento si scatenerà un’accesa polemica attorno a questo tema. I commentatori cattolici hanno sottolineato il focus su internet come strumento di evangelizzazione; quelli non cattolici l’hanno ritenuto retrogrado e contrario agli intenti degli organizzatori.
Probabilmente è più equilibrato dire che una risposta univoca non c’è. Tutto dipende da come l’autore e il lettore intendono usare internet. Come qualsiasi altro mezzo di comunicazione internet può essere usato in modi diversi. I contenuti della rete sono generati da esseri umani, ed è inevitabile che ne riflettano la multiformità delle opinioni e degli intenti.

·         Altro punto affrontato da Elizabeth Scalia è la tentazione offerta da questi mezzi all’ego e la conseguente necessità di esercitare la carità cristiana anche nello scrivere un blog. Elizabeth Scalia richiama l’attenzione sul rischio che il blog diventi una camera di risonanza nella quale poche voci si alimentano a vicenda fino a convincersi che tutto il mondo la pensi come loro, formando fazioni opposte e tra loro ostili. “Su internet succede una cosa molto comune: l’involontario e paradossale rinchiudersi dei nostri cuori e delle nostre menti “tra quattro mura” nel contesto di un mezzo così vasto”. Lancia quindi un appello affinché la chiarezza non sia disgiunta dalla carità.
Posizione opposta quella di François Jeanne-Beylot, secondo il quale lo strumento del blog costringe chi scrive ad essere vero, nel senso che “se voglio essere letto devo sforzarmi di non essere stupido, devo almeno far finta di essere intelligente e questo mi spinge a dire la verità”. A chi dalla platea fa notare la contraddizione con quanto prima detto dalla Scalia, François Jeanne-Beylot replica che il narcisismo è una delle tre molle fondamentali che spingono qualcuno ad aprire un blog (le altre due sono ragioni ideologiche o commerciali) e anche Padre Spadaro nella seconda sessione sosterrà l’idea che l’autocompiacimento sia molla ineliminabile nel blogger.
Mattia Marasco allarga la panoramica fuori dal contesto strettamente cattolico: “nel blog io sono me stesso, non devo necessariamente essere vero” e “blogger può essere anche un ragazzino di dodici anni che scrive cosa ha fatto ieri”. “U
no dei punti di forza dei blog è stato quello di introdurre un fattore umano in un mezzo che di per sé è neutro (internet), la sua capacità di raccontare, di condividere, di essere un mezzo narrativo, quasi emotivo. La prima vittoria dei blog è stata quella di introdurre/sdoganare il concetto di partecipazione dell’individuo”. 

Sul tema dell’ego ritorna anche Padre Lombardi nella seconda sessione: “io vivo sulla parola servizio. Io sono nemico totale dell’ego, mi ritengo un servitore a tempo pieno, senza riserve. Io vivo nella comunicazione la dimensione del servizio a colui che è mio interlocutore , la dimensione della responsabilità. Vi propongo questo per la vostra riflessione personale: quanto c’è nel vostro lavoro di dinamica tra l’ego e la Chiesa?”

 

Nel suo intervento Padre Lombardi spiega anche perché i blogger siano importanti per la Chiesa e la società. In primo luogo, perché esprimono l’opinione pubblica dei fedeli in senso alla Chiesa e quindi concretizzano l’auspicio del documento conciliare Inter mirifica e più ancora dell’istruzione Communio et Progressio secondo i quali il magistero deve colloquiare con tale opinione pubblica. In secondo luogo, per la loro caratteristica di interattività, che permette di raccogliere il feedback delle notizie che altrimenti procederebbero solo dal centro verso la periferia. Cita ad esempio quanto sia per lui prezioso ricevere ogni mattina un “resoconto” di ciò che si muove nel mondo dei blog (qui l’intervento integrale di Padre Lombardi).

 

I canali istituzionali della Chiesa

 

Sono seguiti interventi di carattere tecnico, volti ad illustrare i progetti in corso da parte della Chiesa istituzionale.

Di particolare interesse il prossimo accorpamento dei media cattolici in un unico portale news.va, il progetto di rifacimento del sito ufficiale della Santa Sede vatican.va e la prospettata creazione di domini “.va” per i vari dicasteri.

Da sottolineare l’illuminante spiegazione di Padre Lucio Ruiz sul ruolo del sito vatican.va. “Il ministero del Santo Padre non è quello di evangelizzare personalmente. Se lo fosse, potrebbero godere di questa cosa solo le persone che lo frequentano e lo incontrano a tu per tu. Il Papa invece è pastore universale in tutte le ore, lingue, continenti. Passando dalla realtà alla virtualità dobbiamo fare che il Papa sia Papa per tutti. Il nostro motto è essere le gambe, braccia, bocca digitali del Papa perché lui possa arrivare fino agli estremi confini della terra. Il ministero di andare ad incontrare i fedeli personalmente spetta ai vescovi e ai sacerdoti”. “Quindi a chi ci chiede perché non ci siano una casella email del Papa o un blog del Papa rispondo che non è un problema tecnologico o organizzativo ma è una scelta con un preciso senso teologico. Se avessimo una casella email del Papa, una chat line del Papa, … impoveriremmo il ministero petrino perché il Papa potrebbe rispondere solo a qualcuno o solo a qualche argomento. Il Papa deve essere presente nella realtà virtuale, ma rispettando il proprio ministero”.

 

I prossimi passi

 

Al termine dell’incontro qualcuno si è chiesto “quando sarà il prossimo meeting?”. Era condivisa da più parti la sensazione che mancasse un focus. Durante l’incontro un giornalista postava il tweet: “devo scrivere pezzo per domani: non so trovare il centro di questo meeting” e Costanza Miriano, dopo l’incontro: “Mi è sembrato che si parlasse senza cogliere il centro. Comunicare cosa. D’altra parte, a un convegno sulla comunicazione si parla di come comunicare, non di cosa”.

Come sintetizzato da Padre Spadaro in un’intervista (testo integrale qui) a valle dell’incontro: “Non ci sono impegni fissi per il futuro. Il meeting non si è concluso con appuntamenti precisi. Ma è chiaro che proprio la mancanza d’impegni definiti sta mobilitando la fantasia e sta creando in Rete un pullulare d’idee e progetti”.

 

Alcune interviste a valle dell’incontro

P. Antonio Spadaro

Mons. Claudio Maria Celli

Card. Gianfranco Ravasi e Richard Rouse

 

Alcune sintesi dell’incontro:

di Giovanni Marcotullio – La Porzione

di Stefano Epifani  de Il Sismografo – Parte 1, Parte 2

in inglese:

di Anna Arco – Catholic Herald

di Sr. Catherine Wybourne

 
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